Accessibilità web: perché mi riguarda anche se non ho disabilità
Web Design & Frontend

Accessibilità web: perché mi riguarda anche se non ho disabilità

AG
Alex Gentili
19 March 2026 5 min 287 letture

L'accessibilità non è un problema solo di pochi. Vi racconto perché ogni volta che lavoro su un progetto web penso a mia nonna, a mio zio con gli occhiali da lettura, e a tutti noi.

Diciamocelo: quando senti parlare di "accessibilità web" probabilmente pensi a qualcosa che riguarda solo persone con disabilità. Io stesso, anni fa, la vedevo come una cosa in più da fare, quasi un optional. Poi ho capito che sbagliavo. E ve lo racconto.

Mia nonna e il contrasto dei colori

Qualche anno fa ho rifatto il sito a una pasticceria di Pergine. Lavoro carino, foto belle, colori pastello che richiamavano la crema chantilly. Il proprietario era contentissimo. Poi un giorno mi chiama mia nonna: "Alex, ho visto quel sito che hai fatto. È bellissimo ma non riesco a leggere niente".

Ecco, lì mi si è accesa una lampadina. Mia nonna non ha disabilità visive diagnosticate, ha semplicemente 78 anni. E il contrasto tra il testo grigio chiaro e lo sfondo crema che a me sembrava tanto elegante, per lei era illeggibile. Non parliamo di una nicchia: parliamo del 20% della popolazione italiana over 65.

Da quel giorno, quando lavoro su una realizzazione siti web a Trento, il contrasto dei colori è una delle prime cose che controllo. Non per obbligo normativo, ma perché voglio che il sito funzioni davvero per tutti.

L'accessibilità è design per situazioni reali

Pensate a quante volte vi è capitato di consultare un sito con il sole che batte sullo schermo del telefono. O di provare a cliccare un pulsante minuscolo mentre siete in autobus. O di guardare un video in biblioteca senza poter accendere l'audio. Ecco, quella è accessibilità.

Un mio cliente che gestisce un ristorante in centro a Trento mi ha chiamato perché il suo sito aveva un problema: le persone non riuscivano a prenotare dal telefono. Il modulo era tutto lì, funzionava perfettamente sul mio computer. Ma i campi erano così piccoli che sul cellulare era frustrante compilarli. Abbiamo aumentato le dimensioni dei pulsanti, migliorato gli spazi tra i campi, e le prenotazioni online sono triplicate in un mese.

Non era un problema di disabilità. Era un problema di usabilità che riguardava tutti.

Le cose che controllo sempre (e che dovreste controllare anche voi)

Nella mia esperienza quotidiana, ci sono alcune cose che faccio diventare automatiche. Non serve essere esperti WCAG (anche se le linee guida ufficiali sono utili), basta un po' di buon senso.

Il testo alternativo delle immagini. Ogni volta che carico un'immagine, mi chiedo: se questa non si caricasse, cosa dovrebbe sapere chi sta visitando il sito? Non scrivo "immagine_01.jpg" (errore che vedo continuamente), ma descrivo cosa c'è: "Torta di mele appena sfornata con zucchero a velo". Serve agli screen reader, certo, ma serve anche a Google per capire di cosa parli. E serve a chi ha la connessione lenta e le immagini non si caricano.

La navigazione da tastiera. Provate a navigare il vostro sito usando solo il tasto Tab. Riuscite a raggiungere tutti i link? I pulsanti? Il menu? Se la risposta è no, avete un problema. E non solo per chi usa tecnologie assistive. Pensate a chi ha problemi temporanei al mouse, o a chi semplicemente preferisce usare la tastiera perché è più veloce.

I form chiari. Quando sviluppo un software gestionale su misura, dedico un sacco di tempo ai form. Etichette ben visibili, messaggi di errore che spiegano davvero cosa è andato storto, campi che hanno senso. "Errore nel campo 3" non aiuta nessuno. "Il codice fiscale deve contenere 16 caratteri" sì.

Quando l'accessibilità diventa un vantaggio competitivo

L'anno scorso ho lavorato al restyling di un e-commerce che vendeva prodotti artigianali. Il proprietario era scettico quando gli ho proposto di investire tempo nell'accessibilità. "Ma tanto i miei clienti sono persone normali" mi ha detto. Gli ho fatto notare che "persone normali" include anche suo padre che usa gli occhiali da lettura, sua sorella che naviga sempre dal telefono in pausa pranzo, e tutti quelli che potrebbero avere difficoltà temporanee.

Abbiamo fatto un lavoro completo: contrasti corretti, testi leggibili, pulsanti grandi, navigazione chiara. Dopo tre mesi, il tasso di conversione era aumentato del 23%. Non perché avevamo intercettato chissà quale mercato nascosto, ma perché il sito era semplicemente più facile da usare per tutti.

Il punto è questo: l'accessibilità non sottrae niente a nessuno. Aggiunge. Un sito accessibile è un sito migliore, punto. È più veloce, più chiaro, più intuitivo. Funziona meglio sui motori di ricerca perché il codice è più pulito e semantico. Funziona meglio su tutti i dispositivi.

Gli strumenti che uso (e che potete usare anche voi)

Non serve essere maghi. Io uso strumenti semplicissimi, la maggior parte gratuiti. Il primo è il buon senso: quando finisco una pagina, la guardo con occhi critici. Riesco a leggere tutto? I pulsanti sono abbastanza grandi? I colori hanno senso?

Poi ci sono i tool. Uso spesso l'estensione WAVE per Chrome che ti evidenzia subito i problemi di accessibilità. Il contrasto lo verifico con WebAIM Contrast Checker. E faccio sempre il test della tastiera: Tab, Tab, Tab, Invio. Se funziona così, funziona.

Per i progetti più complessi, quelli dove sviluppo web app su misura, uso anche Lighthouse di Google che ti dà un punteggio di accessibilità e ti spiega cosa migliorare. Non è perfetto, ma è un ottimo punto di partenza.

La cosa che vorrei dirvi

Qui a Trento, quando lavoro con le PMI locali, vedo ancora tanta resistenza su questo tema. "Ma Alex, a me basta che funzioni". E io rispondo sempre: funzionare per chi? Per te che lo vedi sul tuo computer da 27 pollici in ufficio, o per il cliente che lo apre dal telefono mentre aspetta il bus?

L'accessibilità non è un favore che fai a qualcuno. È un modo per far funzionare meglio le cose. Per tutti. Per sempre. Mia nonna mi ha insegnato che un sito bello ma illeggibile non serve a niente. E aveva ragione.

Se state pensando di rifare il vostro sito, o se ne state sviluppando uno nuovo, pensateci. Non serve stravolgere tutto, a volte bastano piccoli accorgimenti. Ma quei piccoli accorgimenti possono fare una differenza enorme. Se volete ne parliamo davanti a un caffè, vi racconto altri esempi concreti di progetti dove l'accessibilità ha fatto davvero la differenza. Contattatemi quando volete.

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