Perché dopo oltre vent'anni scelgo ancora PHP (e non me ne vergogno)
Laravel & PHP

Perché dopo oltre vent'anni scelgo ancora PHP (e non me ne vergogno)

AG
Alex Gentili
12 April 2026 5 min 298 letture

In un mondo che corre dietro al linguaggio più cool, io continuo a usare PHP. E vi spiego perché questa scelta funziona per me e per i miei clienti.

Diciamocelo subito: PHP non è trendy. Non lo vedi nei meetup hipster, non fa curriculum su LinkedIn come Rust o Go, e quando lo nomini a certi sviluppatori vedi quella smorfia. Lo so, ci sono passato anche io alle cene tra colleghi.

Eppure, dopo oltre vent'anni che programmo – ho iniziato quando PHP 3 era una novità – continuo a sceglierlo per la maggior parte dei miei progetti. E non è nostalgia o pigrizia. È una scelta consapevole che ha a che fare con clienti reali, budget concreti e problemi da risolvere ieri.

La storia che nessuno racconta

Qualche mese fa un cliente mi contatta per un software gestionale su misura. Piccola azienda artigiana qui a Trento, cinque dipendenti, gestione ordini e magazzino ancora su Excel. Budget limitato, necessità urgente.

Potevo proporgli Node.js con React, magari MongoDB per fare il figo. Invece ho tirato fuori Laravel, MySQL, e in tre settimane avevano il gestionale funzionante. Costo contenuto, manutenzione facile, performance più che adeguate. Il cliente è felice, io dormo sereno.

Questo è il punto che molti sviluppatori non colgono: non tutti i progetti hanno bisogno dell'ultima tecnologia. Anzi, spesso è controproducente. PHP esiste da decenni, è maturo, stabile, documentato ovunque. Quando tra due anni quel cliente avrà bisogno di una modifica, qualsiasi sviluppatore potrà intervenire senza dover decifrare architetture esotiche.

Laravel ha cambiato tutto

Ora, non fraintendiamo: non parlo del PHP procedurale degli anni '90. Quello sì che faceva schifo. Parlo del PHP moderno, quello di Laravel 11, PSR-12, Composer, namespace, tipizzazione forte quando serve.

Laravel in particolare è stato una rivoluzione per me. Eloquent ORM che ti fa dimenticare le query SQL spaghetti, Blade per i template senza impazzire, sistema di code e job per le operazioni pesanti, autenticazione robusta out-of-the-box. E tutto questo senza dover configurare cinquecento dipendenze o litigare con webpack per mezz'ora.

Un esempio concreto: pochi mesi fa ho sviluppato una web app su misura per gestire le prenotazioni di un centro estetico. Backend Laravel API, frontend Vue.js leggero. Deploy su shared hosting economico con zero problemi. Provate a fare la stessa cosa con Django o Rails su un hosting condiviso da 5€ al mese. Buona fortuna.

Il mito delle performance

"Ma PHP è lento!" Questa la sento dal 2005. E non è vero, non più. PHP 8.3 con JIT compilation è veloce, davvero veloce. Per il 95% dei progetti web le performance dipendono da query mal ottimizzate, assenza di cache, immagini non compresse. Non dal linguaggio.

Ho siti in PHP che servono migliaia di richieste al giorno senza battere ciglio. Ho visto applicazioni Node.js collassare per un memory leak dopo due giorni di uptime. La performance è questione di come programmi, non di cosa usi.

E poi c'è il deployment. Con PHP carichi i file via FTP (o meglio via Git, ma anche FTP funziona), riavvii PHP-FPM e sei online. Con altri stack servono container, orchestratori, pipeline CI/CD elaborate. Non dico che queste cose siano male, ma per un e-commerce da cinquemila euro sono francamente over-engineering.

L'ecosistema conta più del linguaggio

Sapete quanti pacchetti ci sono su Packagist? Oltre 400.000. Vuoi inviare email? C'è PHPMailer o SwiftMailer. PDF? TCPDF o DomPDF. Pagamenti? Stripe, PayPal, tutto già integrato. Image manipulation? Intervention Image. La ruota è già stata inventata mille volte, basta usarla.

Questo accelera lo sviluppo in modo imbarazzante. Un cliente mi chiede un sistema di notifiche push. Con Laravel installo un paio di pacchetti, configuro Firebase, scrivo trenta righe di codice ed è fatta. Tempo totale: due ore. Provate a farlo partendo da zero con un linguaggio meno maturo.

E poi c'è la community. Se hai un problema con PHP, trovi la soluzione su Stack Overflow in cinque minuti. Sempre. Con linguaggi più di nicchia passi ore a cercare documentazione in inglese maccheronico o esempi obsoleti.

I clienti se ne fregano del linguaggio

Questa è la verità scomoda che molti sviluppatori non vogliono sentire. Al ristoratore che vuole digitalizzare le prenotazioni non importa se usi PHP, Python o Brainfuck. Gli importa che funzioni, che costi il giusto, e che tra sei mesi possa chiamare qualcuno per una modifica senza rifare tutto da capo.

PHP garantisce questo. È diffusissimo, lo conoscono in tanti, l'hosting costa poco. Un e-commerce WooCommerce lo mantieni anche se tra due anni chiudo baracca. Un'applicazione custom in Elixir? Auguri a trovare qualcuno che ci metta mano.

Non sto dicendo che PHP sia la soluzione a tutto. Per applicazioni real-time complesse, per sistemi distribuiti con microservizi, per machine learning, ci sono scelte migliori. Ma quanti dei vostri progetti sono davvero così complessi?

La mia scelta pragmatica

Io programmo per mangiare, non per collezionare badge su GitHub. E PHP mi permette di lavorare bene, velocemente, con clienti soddisfatti. Nel mio portfolio progetti ci sono decine di applicazioni PHP in produzione da anni, senza problemi.

Certo, uso anche JavaScript quando serve, ho fatto progetti con Vue e React. Ma per il backend, per il grosso del lavoro, torno sempre a Laravel e PHP. Perché conosco ogni angolo, perché so dove mettere le mani quando qualcosa non va, perché ho una toolchain collaudata che funziona.

E poi, diciamocelo: programmare in PHP è ancora divertente. Laravel ha una sintassi elegante, espressiva. Scrivere un controller o un model Eloquent è soddisfacente. Non mi sento un dinosauro quando apro PHPStorm la mattina.

Quindi sì, dopo oltre vent'anni scelgo ancora PHP. Non per mancanza di alternative, ma perché per il tipo di progetti che seguo – siti web, gestionali, web app per PMI – è semplicemente la scelta più sensata. E non me ne vergogno per niente.

Se state valutando quale tecnologia usare per il vostro prossimo progetto, vi invito a ragionare sui bisogni reali, non sulle mode del momento. E se avete bisogno di un parere schietto o di una mano per realizzare qualcosa di concreto, sapete dove trovarmi. Parliamone davanti a un caffè, senza buzzword.

#PHP #Laravel #Sviluppo Web #Web Development #Backend

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