Come scegliere chi ti farà il sito (senza pentirti)
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Come scegliere chi ti farà il sito (senza pentirti)

AG
Alex Gentili
24 May 2026 8 min 198 letture

Dopo oltre vent'anni a fare siti, so riconoscere i segnali. Ti racconto cosa guardare quando scegli un professionista web, tra portfolio gonfiati e preventivi troppo belli per essere veri.

L'altro giorno mi ha chiamato un ristoratore di Riva del Garda. Voleva rifare il sito perché quello attuale "non gli piaceva più". Scavando un po', è saltato fuori che il sito l'aveva fatto il cugino del socio tre anni fa, pagato in cene. Il problema? Il cugino nel frattempo si era trasferito in Spagna e non rispondeva più. Il sito era su WordPress, ma nessuno sapeva dove fosse l'hosting né come accedervi.

Vi racconto questa storia perché è emblematica. Scegliere il professionista giusto per il tuo sito web non è solo questione di preventivo più basso o di portfolio patinato. È una decisione che ti porti dietro per anni, nel bene e nel male.

Il portfolio racconta molto (ma non tutto)

Quando guardo il portfolio di un collega, cerco due cose: varietà e concretezza. Se vedo solo siti di agenzie o studi grafici fighissimi, mi chiedo: ma ha mai fatto un e-commerce vero? Un gestionale? Un sito per un artigiano che deve vendere materassi?

Nella mia esperienza, i progetti più interessanti sono quelli con problemi reali da risolvere. Un e-commerce a Trento per un negozio di alimentari bio che doveva gestire prodotti freschi con scadenze variabili. Un sistema di prenotazioni per una parrucchiera che perdeva appuntamenti scritti su foglietti volanti. Questi sono progetti che lasciano il segno, non le landing page da premio con zero conversioni.

Quando valuti un portfolio, chiediti: questi siti sono ancora online? Funzionano davvero? Riesci a trovare informazioni sul progetto oltre agli screenshot? Un professionista serio ti spiega cosa ha fatto, perché l'ha fatto così e che risultati ha portato. Se ti mostra solo immagini belle senza contesto, è un campanello d'allarme.

La conversazione iniziale dice tutto

Diciamocelo: i primi dieci minuti di chiamata ti fanno capire con chi hai a che fare. Se il professionista inizia subito a proporti pacchetti standard senza prima farti domande, scappa. "Allora, ti serve il pacchetto Basic o Premium?" No, grazie.

Io passo sempre almeno mezz'ora a capire cosa fa il cliente, quali sono i suoi problemi reali, chi sono i suoi clienti. Un parrucchiere ha esigenze diverse da un e-commerce di abbigliamento. Un'associazione culturale non ha bisogno delle stesse cose di uno studio legale. Sembra ovvio, ma quanta gente si ritrova con siti clonati da template perché nessuno si è preso la briga di ascoltare?

Un altro segnale: come ti spiega le cose tecniche? Se ti sommerge di termini incomprensibili per sembrare esperto, probabilmente sta nascondendo il fatto che non sa spiegarti il valore di quello che propone. Io cerco sempre di usare esempi concreti. "Il CDN è come avere copie del tuo sito sparse per l'Italia, così chi apre la pagina da Milano non deve aspettare che i dati arrivino dal server a Trento." Semplice, chiaro, onesto.

Il preventivo trasparente (che raramente vedi)

Ho visto preventivi di ogni tipo. Quelli da 500 euro "chiavi in mano" (che poi scopri non includono nemmeno l'hosting). Quelli da 15.000 euro per un sito vetrina di cinque pagine. Quelli scritti in un linguaggio volutamente oscuro per giustificare cifre a caso.

Un preventivo serio elenca cosa è incluso e cosa no. Ore stimate per ogni fase. Tecnologie utilizzate e perché. Cosa succede dopo la consegna: manutenzione, aggiornamenti, assistenza. Chi possiede cosa: il codice è tuo? Il dominio? I contenuti?

Io nel mio preventivo per la realizzazione siti web a Trento scrivo sempre nero su bianco: il sito è tuo, il codice è tuo, posso darti tutti gli accessi quando vuoi. Ti sembra normale? Dovrebbe, ma credetemi, non lo è per tutti. Ho recuperato siti dove il cliente non aveva nemmeno la password di WordPress perché "tanto ci penso io agli aggiornamenti".

Diffida dei preventivi troppo bassi. Non per snobismo, ma perché la matematica non mente. Se ti chiedono 800 euro per un sito custom con cinque pagine, grafica originale, SEO e responsive, qualcosa non torna. O stanno usando template (e allora perché non te lo dicono?), o sottostimano il lavoro (e ti ritroverai con un progetto incompiuto), o stanno praticando dumping per accaparrarsi lavoro (con quale qualità?).

L'assistenza post-vendita che non c'è mai

Questo è il punto dolente. Ti consegnano il sito, ti fanno firmare, incassano e poi spariscono. Chiami perché WordPress ha fatto un aggiornamento strano? "Ah guarda, in questo periodo sono impegnatissimo." Scrivi perché hai bisogno di modificare una pagina? Letto alle 10:32, risposta mai.

Prima di scegliere qualcuno, chiedi esplicitamente: come funziona l'assistenza dopo la consegna? Hai un canale preferenziale? Tempi di risposta? Costi per interventi successivi? Un professionista che lavora seriamente ha già risposte pronte a queste domande, perché sa che il rapporto non finisce con il saldo della fattura.

Io ai miei clienti do sempre il mio numero diretto e rispondo anche su WhatsApp. Non perché voglio essere disturbato a ogni ora (anche io ho una vita), ma perché so che se hai un problema con il software gestionale su misura che ti ho fatto, o con l'e-commerce che ti genera vendite, è normale che tu voglia parlare con chi l'ha realizzato. E velocemente.

Le tecnologie contano (ma non ossessionartene)

C'è chi ti proporrà WordPress, chi Drupal, chi un CMS proprietario "sviluppato da noi". Chi ti parlerà di Laravel, di Vue, di React. La verità? Per la maggior parte dei progetti, la tecnologia è meno importante di quanto credi.

Un sito WordPress ben fatto batte un'applicazione custom mal progettata. Sempre. Il punto non è se usa la tecnologia X o Y, ma se quella tecnologia è adatta al TUO progetto. Un blog personale non ha bisogno di Laravel. Un gestionale complesso con logiche di business articolate probabilmente sì.

Quello che conta è che il professionista ti spieghi perché ha scelto quella soluzione per te. "Ti propongo WordPress perché hai un budget limitato, devi poter gestire i contenuti in autonomia e ci sono mille plugin che risolvono esigenze comuni senza reinventare la ruota." Oppure: "Per la tua web app ti serve un framework robusto come Laravel perché hai logiche complesse di gestione utenti e devi scalare nel tempo."

Diffida di chi ti propone sempre la stessa soluzione per qualsiasi problema. È come un medico che prescrive sempre lo stesso farmaco: o è un genio che ha scoperto la panacea universale, o sta facendo il suo comodo.

I segnali d'allarme da non ignorare

Ci sono bandiere rosse che dovrebbero farti scappare a gambe levate. Eccone alcune che ho visto nel corso degli anni:

Non ha partita IVA e lavora "in nero". Può sembrare conveniente, ma se qualcosa va storto non hai tutele. Zero. E se l'Agenzia delle Entrate viene a bussare, gli spieghi tu che "tanto era solo un lavoretto".

Ti promette la prima pagina su Google in due settimane. La SEO seria richiede mesi. Chiunque ti prometta miracoli immediati o sta mentendo o usa tecniche border-line che ti faranno penalizzare nel medio periodo.

Non vuole firmare un contratto. "Ma dai, siamo tra amici, che bisogno c'è?" Il bisogno c'è eccome. Un contratto tutela entrambi: tu sai cosa riceverai e quando, lui sa che verrà pagato per il lavoro fatto.

Non ha referenze verificabili. "Ho fatto tantissimi siti ma non posso dirti per chi." Perché, erano tutti progetti per la CIA? Un professionista serio ha clienti contenti che può citare, anche solo con settore e area geografica se preferiscono restare anonimi.

Il sito è "già pronto, manca solo da personalizzare". Traduzione: ti sta vendendo un template comprato su ThemeForest per 50 dollari spacciandolo per sviluppo custom. Non c'è nulla di male nei template, ma se te lo vende come lavoro originale c'è un problema di onestà.

Alla fine, fidati dell'istinto

Dopo tutte queste considerazioni tecniche e pratiche, c'è una cosa che conta forse più di tutto: il feeling. Passerai settimane o mesi a lavorare con questa persona. Scambierete decine di email, telefonate, videochiamate. Se già al primo contatto senti che qualcosa non quadra, ascolta quella vocina.

Io ho rifiutato progetti dove tutto sembrava perfetto sulla carta, ma sentivo che il cliente e io non eravamo sulla stessa lunghezza d'onda. E ho accettato progetti più piccoli o meno remunerativi perché c'era empatia, perché capivo i bisogni della persona, perché sentivo di poter fare davvero la differenza.

Un sito web o un software non sono solo codice e pixel. Sono strumenti che devono aiutarti a lavorare meglio, a vendere di più, a raggiungere i tuoi obiettivi. Per costruire qualcosa che funzioni davvero serve fiducia reciproca, comunicazione aperta, rispetto dei ruoli. Se manca quello, puoi avere il preventivo più dettagliato del mondo e il portfolio più stellare: il progetto andrà comunque male.

Quindi sì, controlla il portfolio, valuta le competenze tecniche, leggi il preventivo con attenzione. Ma poi fermati un attimo e chiediti: questa persona ha capito cosa mi serve? Mi sta ascoltando o sta solo cercando di vendermi qualcosa? Mi fido a dargli in mano un pezzo importante della mia attività?

Se la risposta è no, continua a cercare. Vale la pena investire tempo nella scelta giusta piuttosto che trovarti tra sei mesi con un sito che non funziona e un professionista che non risponde più.

Se vuoi saperne di più su come lavoro io e quali sono i miei servizi, scrivimi pure. Ti racconto senza impegno come potrei aiutarti, e se non sono la persona giusta per il tuo progetto, te lo dico chiaro. Meglio una sincerità in partenza che una delusione a progetto avviato.

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